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EQUITALIA, IMPARIAMO A CONOSCERLA, IMPARIAMO A DIFENDERCI

EQUITALIA, IMPARIAMO A CONOSCERLA, IMPARIAMO A DIFENDERCI - Assistenza Al Cittadino
Nella cartella di pagamento si trova la descrizione di quanto si deve pagare, la tipologia del tributo, chi è l'ente creditore; dove, come ed entro quale scadenza effettuare il versamento; i soggetti a cui rivolgersi per presentare un eventuale ricorso; come e a chi chiedere la rateazione delle cartelle.

È molto importante leggere attentamente la cartella perché, dalla data di notifica, il contribuente ha 60 giorni di tempo per pagare.

Infatti, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella senza che il contribuente abbia provveduto al pagamento, l’Agente della Riscossione potrà attivare tutte le procedure esecutive/cautelari previste dalla legge, finalizzate al recupero delle somme. Se il pagamento è effettuato entro questo termine l' aggio dovuto all' Agente della riscossione (ADR) , che è fissato per legge al 9% di quanto iscritto a ruolo, è a carico del contribuente in misura del 4,65%. Scaduti i 60 giorni, l'aggio è interamente a carico del contribuente e si aggiungono anche altri oneri: gli interessi di mora  (maturati giornalmente dalla data di notifica) e tutte le eventuali ulteriori spese che deriverano dall'attivazione delle procedure di riscossione (iscrizione e cancellazione di ipoteca, ecc).  

A partire dai ruoli consegnati agli Agenti della riscossione successivamente al 30 settembre 2010 è in vigore il nuovo modello della cartella di pagamento, introdotto con  provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 20 marzo 2010 e frutto anche del confronto avvenuto tra Equitalia e associazioni dei consumatori.



FERMO AMMINISTRATIVO


Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione, "bloccano" un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (ad esempio autoveicoli)  o dei coobbligati, al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc…) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

Iscrizione e conseguenze del fermo amministrativo

In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge, il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore, tramite iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

A seguito dell'iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l'iscrizione dal PRA.

Il veicolo, infatti:

non può circolare: se circola è prevista la sanzione;

non può essere radiato dal PRA: non può essere demolito od esportato;

anche se viene venduto, con atto di data certa successiva all'iscrizione del fermo, non può circolare e non può essere radiato dal PRA.

Inoltre, se il debitore non paga, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo.

Cancellazione del fermo amministrativo

Per la cancellazione del fermo occorre presentare a un qualsiasi ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico (PRA):

il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l'importo del credito di cui si chiede la cancellazione;

il certificato di proprietà (CdP), sul cui retro compilare la nota di richiesta, o il foglio complementare;

il modello NP-3 (se non si utilizza il CdP come nota di richiesta).

Gli importi da versare al PRA per la cancellazione sono i seguenti:

emolumenti PRA: euro 41,84 (comprensivi obbligatoriamente degli importi dovuti per la avvenuta iscrizione del fermo amministrativo);

imposta di bollo: euro 29,24 (se si utilizza il retro del CdP come nota di richiesta) o euro 43,86 (se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta).

A seguito dell'esito positivo della richiesta, viene cancellato il fermo amministrativo e viene rilasciato un nuovo certificato di proprietà.

Casi particolari: errore del concessionario e vendita anteriore all'iscrizione del fermo

Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente, perché basato su una somma non dovuta dal contribuente (sgravio totale per indebito), il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell'iscrizione del fermo.

Se il veicolo è stato venduto con atto di data certa anteriore all'iscrizione del fermo, dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA, il concessionario della riscossione, a seguito di comunicazione da parte dell'ACI, provvederà a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA. Il veicolo non è quindi soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità.

Come verificare se è stato iscritto un fermo amministrativo

E' possibile richiedere una visura della targa del veicolo all'ufficio provinciale ACI (PRA), al costo di € 2,84, o tramite il servizio online , o ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto).

Se ci si rivolge ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge vanno naturalmente aggiunti i costi per il servizio di intermediazione offerto in regime di libero mercato.

La visura riporta tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo, risultanti in quel momento.





IPOTECA IMMOBILI

Definizione

L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione.

L'ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo: beni immobili, diritti reali di godimento su immobili (diritto di superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione e servitù) beni mobili iscritti su pubblici registri (autoveicoli, navi, aerei, rendite dello Stato).

L’ipoteca si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari.

L'ipoteca è legale, giudiziale o volontaria. Ipoteca volontaria, giudiziale o legale Ipoteca volontaria

Ipoteca volontaria

L’ipoteca volontaria si costituisce mediante un atto volontario (contratto o atto unilaterale) del debitore o del terzo datore d’ipoteca. Questa forma di garanzia è utilizzata in caso di stipula di un contratto di mutuo. Riguardo ai tempi di erogazione, è bene sottolineare che nella maggior parte dei casi le banche rendono disponibile la somma di mutuo almeno 10 giorni dopo la stipula dell’atto notarile, al fine di realizzare il “consolidamento dell’ipoteca”.

Ipoteca giudiziale

L’ipoteca giudiziale si costituisce mediante ogni sentenza che porta condanna al pagamento di una somma o all'adempimento di altra obbligazione ovvero al risarcimento dei danni da liquidarsi successivamente. E’ bene sottolineare che per iscrivere ipoteca giudiziale sui beni del debitore può essere sufficiente anche un decreto ingiuntivo a seguito di un fattura non pagata.

Ipoteca legale

L’ipoteca legale può essere iscritta contro la volontà del debitore nei casi previsti dalla legge. Ad esempio quando il venditore di un immobile non è pagato dall’acquirente, oppure quando i coeredi di immobili ereditati attendono il conguaglio in denaro.





RATEIZZO

Il contribuente che si trovi in un momento di difficoltà economica può chiedere a Equitalia la rateazione delle cartelle di pagamento.

Requisiti e documentazione

Per debiti fino a € 5.000 è sufficiente compilare l’apposito modulo di domanda.

Per somme superiori a € 5.000 la situazione temporanea di obiettiva difficoltà è individuata sulla base dell’entità del debito e di documenti, diversi a seconda della tipologia del contribuente, che rappresentano la situazione economico finanziaria.

Modulistica

È possibile ritirare i moduli di domanda presso un qualsiasi sportello Equitalia oppure scaricarli dal sito www.equitaliaspa.it,

Come e dove presentare domanda

La domanda, comprensiva della documentazione necessaria, si può presentare a mezzo posta (raccomandata a/r) oppure a mano presso uno degli sportelli dell’Agente della riscossione indicato nella cartella di pagamento.

Richiesta di ulteriore rateazione

Chi beneficia già della rateazione può chiedere anche la dilazione per nuove cartelle ricevute.

Condizione indispensabile: essere in regola con i pagamenti delle rate precedentemente concesse.

Avvisi al contribuente

Il pagamento dilazionato può essere concesso fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni). La richiesta di rateazione deve riguardare tutte le somme iscritte a ruolo a carico del soggetto e l’importo della rata concessa non potrà essere inferiore a € 100.

In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il contribuente decade automaticamente dal beneficio della rateazione.

Alcuni enti locali hanno mantenuto la facoltà di concedere in proprio la rateazione del debito iscritto a ruolo.

Iter di concessione

Dopo la presentazione della domanda, Equitalia invia una comunicazione al soggetto richiedente indicando l’esito dell’istanza, il funzionario responsabile del procedimento e l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.



LO SGRAVIO

Lo sgravio è il provvedimento dell’ente creditore che annulla, in tutto o in parte, la richiesta di pagamento delle somme iscritte a ruolo.

Come ottenere lo sgravio

L’annullamento del debito può essere richiesto presentando: una richiesta di autotutela all’ente creditore, senza alcun termine di scadenza. Se dalle verifiche l’ente riscontra che il contribuente ha ragione, adotta un provvedimento di sgravio, totale o parziale; ricorso al giudice competente, nei termini indicati nella cartella di pagamento. Se il ricorso è accolto, in tutto o in parte, il giudice dispone l’annullamento cui seguirà lo sgravio da parte dell’ente creditore.

La sospensione è il provvedimento che blocca temporaneamente la riscossione del debito indicato nella cartella di pagamento.

Come ottenere la sospensione

La sospensione può essere disposta:dall’ente creditore, d’ufficio o su richiesta del contribuente; dal giudice su richiesta del contribuente. Per la richiesta all’autorità giudiziaria occorre dimostrare un fondamento di illegittimità dell’addebito e il pericolo di danno grave e irreparabile che recherebbe il pagamento della cartella; da maggio 2010 la sospensione della riscossione si può chiedere direttamente a Equitalia, quando: il contribuente ha pagato già le somme indicate in cartella prima della formazione del ruolo; si è ottenuto lo sgravio; si è ottenuta la sospensione amministrativa o giudiziale; la commissione tributaria ha accolto il ricorso.

Basta consegnare allo sportello il modello di autodichiarazione compilato, allegando i provvedimenti ottenuti dall’ente, dall’autorità giudiziaria oppure le ricevute di pagamento.

Il contribuente ha diritto al rimborso quando ha ottenuto uno sgravio dall’ente creditore per somme già versate.

Come ottenere il rimborso

L’Agente della riscossione invia al contribuente una comunicazione da compilare, invitandolo a indicare se preferisce ricevere il rimborso recandosi allo sportello oppure mediante bonifico.

Il rimborso in conto fiscale, disposto su richiesta del titolare del conto o d’ufficio, è regolato da una disciplina particolare.

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