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dICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE, COSA FARE

dICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE, COSA FARE - Assistenza Al Cittadino
Gli eredi e i legatari sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro un anno dalla morte. L'obbligo grava anche sui chiamati all'eredità che non abbiano ancora accettato né rinunziato, sui loro legali rappresentanti e sugli esecutori testamentari. E' comunque sufficiente che la dichiarazione sia sottoscritta da uno qualsiasi dei soggetti obbligati.

La dichiarazione di successione deve essere redatta su modulistica conforme a quella approvata dal Ministero delle finanze e presentata all'ufficio dell'Agenzia delle entrate competente in base all'ultimo domicilio del defunto. Per chi è deceduto all'estero vale l'ultimo domicilio in Italia, se conosciuto, altrimenti è competente l'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Roma.

L'imposta di successione non deve essere pagata immediatamente, ma solo quando viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate, dopo la presentazione della dichiarazione, con un avviso notificato ai contribuenti. Il pagamento deve avvenire nei 60 giorni successivi alla richiesta. Tutti gli eredi sono responsabili in solido per il pagamento dell'intera imposta dovuta da essi e dai legatari, mentre questi ultimi rispondono solo della quota di loro competenza.

Quando nell’eredità sono compresi beni immobili, i contribuenti sono invece tenuti a liquidare direttamente e immediatamente, prima ancora di presentare all'Ufficio la dichiarazione di successione, l’imposta ipotecaria (2%), l’imposta catastale (1%), l’imposta di bollo e le tasse ipotecarie. Il pagamento delle imposte autoliquidate deve pertanto essere effettuato entro un anno dalla morte mediante delega a una banca o tramite l’esattoria competente per territorio. Alla dichiarazione di successione deve essere allegato un prospetto che illustra l’autoliquidazione delle imposte, e in essa occorre citare gli estremi del versamento eseguito.

Nella dichiarazione di successione devono essere indicati i dati anagrafici del defunto e degli eredi e legatari, specificando l'eventuale rapporto di parentela con il defunto.

Nella dichiarazione di successione deve inoltre essere riportata la descrizione analitica di tutti i beni e diritti soggetti all'imposta, con il relativo valore. Devono dunque essere indicati i beni immobili che erano di proprietà del defunto, le aziende, le partecipazioni in società di qualsiasi genere, i conti correnti bancari e tutti gli investimenti finanziari, con la sola eccezione dei titoli di Stato o equiparati. Per quanto riguarda i conti correnti bancari e gli investimenti finanziari è quindi necessario chiedere alle banche o agli intermediari finanziari con cui il defunto intratteneva rapporti di comunicare per iscritto la situazione al momento della morte, specificando il saldo dei conti e il valore dei titoli o dei fondi di investimento. I conti correnti, i titoli e i rapporti cointestati tra il defunto e altre persone si considerano ripartiti in quote uguali tra loro, salvo prova contraria. Quindi, in caso di cointestazione tra il defunto e un altro soggetto, il valore da indicare nella successione è pari alla metà. Per evitare comportamenti elusivi la legge prevede che nel saldo dei conti correnti bancari non si tenga conto degli addebiti dipendenti da assegni presentati al pagamento nei tre giorni precedenti la data della morte. Si può dunque tenere conto solo degli addebiti derivanti da assegni presentati per il pagamento almeno quattro giorni prima della morte, indipendentemente dalla data di emissione.

Ricordiamo che si considerano sempre compresi nell'attivo ereditario denaro, gioielli e mobili per un importo pari al dieci per cento dell'asse ereditario, a meno che risulti un importo inferiore dall'inventario analitico redatto a norma di legge (da un notaio o dal cancelliere del tribunale).

Nella dichiarazione di successione devono essere indicate anche le passività deducibili, specificando i documenti che le dimostrano.

Se sono presenti beni immobili, devono infine essere indicati gli estremi del pagamento dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie.

Alla dichiarazione di successione devono essere allegati:

a)     il certificato di morte del defunto;

b)    il certificato di stato di famiglia degli eredi e legatari che sono in rapporto di parentela o affinità con il defunto;

c)     le visure catastali degli immobili;

d)    il prospetto di liquidazione dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie (la quietanza del pagamento non deve essere allegata, ma conservata dagli eredi);

e)     la copia autentica dell'ultimo bilancio delle società le cui partecipazioni sono cadute in successione;

f)      i documenti di prova delle passività deducibili;

g)     la copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento, se presente;

h)     la copia autentica della dichiarazione di rinuncia all'eredità, se presente;

i)       l'inventario, se è stato redatto in conformità alla legge.

Con il ritorno dell'imposta di successione, la dichiarazione di successione deve sempre essere presentata, anche quando il defunto non aveva beni immobili. E' prevista una sola eccezione. Non c'è l'obbligo di presentare la dichiarazione di successione solo quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli, discendenti o genitori), e l'attivo ereditario ha  un  valore  non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Ciò significa che la dichiarazione di successione deve essere presentata anche quando non deve essere pagata alcuna imposta, perchè il patrimonio lasciato dal defunto è inferiore alla franchigia prevista dalla legge, e non ci sono immobili sui quali applicare le imposte ipotecarie e catastali. Il coniuge e i figli del defunto dovranno dunque presentare la dichiarazione di successione indicando tutti i beni lasciati dal defunto, con il loro valore, anche se poi dovranno pagare solo le imposte ipotecarie sugli immobili eventualmente compresi nell'eredità, dato che l'attuale importo della franchigia garantisce nella maggior parte dei casi l'esenzione dell'imposta di successione.

MODELLI ISE E ISEE, AI CAF L'OBBLIGO DI CERTIFICARE

MODELLI ISE E ISEE, AI CAF L'OBBLIGO DI CERTIFICARE - Assistenza Al Cittadino
 La dichiarazione sostitutiva unica serve a documentare la situazione economica del nucleo familiare del dichiarante quando si richiedono quelle che la legge chiama prestazioni sociali agevolate. Si tratta di prestazioni o servizi sociali o assistenziali la cui erogazione (ad esempio, la partecipazione al costo o l’accesso stesso alla prestazione) dipende dalla situazione economica del richiedente. La dichiarazione può essere utilizzata anche per l’accesso a condizioni agevolate ai servizi di pubblica utilità (telefono, luce, gas, ecc.), qualora sia così previsto dalle autorità e dalle amministrazioni pubbliche competenti.

Sulla base dei dati contenuti nella dichiarazione, combinando i redditi, i patrimoni e le caratteristiche del nucleo familiare, vengono calcolati due indicatori – l’indicatore della situazione economica (ISE) e l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) – che permettono di valutare in maniera sintetica le condizioni economiche delle famiglie: l’ISE riguarda la situazione economica familiare nel suo complesso, mentre l’ISEE riconduce la situazione familiare ad un valore per i singoli componenti, in maniera che si possano fare confronti tra nuclei familiari diversi per numerosità ed altre caratteristiche.

La dichiarazione sostitutiva è detta unica perché si compila una sola volta l’anno e vale per tutti i componenti il nucleo familiare.

La presentazione della dichiarazione sostitutiva non è un adempimento necessario per tutti gli utenti dei servizi sociali. La dichiarazione è necessaria solo quando il cittadino intende richiedere una prestazione sociale agevolata, cioè solo quando, come già detto, la modalità di erogazione della prestazione che si intende richiedere dipende dalla situazione economica del richiedente. A questo proposito, è utile ricordare che l’ISEE non si applica quando si tratta di ottenere le seguenti prestazioni: integrazione al minimo, maggiorazione sociale delle pensioni, assegno e pensione sociale, altre prestazioni previdenziali, pensione e assegno di invalidità civile, indennità di accompagnamento e assimilate. In ogni caso, però, tutte le volte che è necessaria la raccolta di informazioni economiche sui beneficiari di prestazioni sociali agevolate, questa deve avvenire utilizzando la dichiarazione sostitutiva descritta in queste istruzioni.

La dichiarazione sostitutiva è un atto importante, che il cittadino presenta assumendosi la responsabilità, anche penale, di quanto dichiara. Sarà compito dell'amministrazione controllare successivamente il contenuto della dichiarazione; intanto, la dichiarazione sostituisce in tutto e per tutto i certificati e la documentazione necessaria.

Per queste ragioni, la dichiarazione deve essere leggibile e completa e deve riguardare tutta la situazione economica del nucleo familiare. La dichiarazione è dunque un atto per la redazione del quale occorre mettere attenzione; ma offre il grande vantaggio di evitare di esibire molti documenti e certificati.

La dichiarazione sostitutiva unica si presenta all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, o anche al comune o ad un centro di assistenza fiscale o alla sede INPS competente per territorio.

Il cittadino, ha perciò, tanti “sportelli” a cui si può rivolgere, per ottenere una attestazione dell’avvenuta presentazione della dichiarazione e della sua trasmissione al sistema informativo dell’ISEE istituito presso l’INPS. L’INPS renderà disponibile al dichiarante, direttamente o tramite l’ente a cui è stata presentata la dichiarazione, una attestazione riportante i dati che sono stati acquisiti ed il calcolo dell’ISEE (si veda l’appendice a queste istruzioni “A1. Il calcolo   dell’ISEE e l’attestazione dell’INPS”): tale attestazione potrà essere poi usata da qualunque componente il nucleo familiare per richiedere prestazioni sociale agevolate, nonché agevolazioni nell’accesso ai servizi di pubblica utilità. La dichiarazione ha validità di un anno a partire dall’attestazione della presentazione; in tale periodo, il sistema informativo terrà memoria del contenuto della dichiarazione in modo tale che tutti i componenti il nucleo familiare possano richiedere prestazioni sociali agevolate senza ripetere la dichiarazione più volte.

La dichiarazione può essere presentata in vari modi:

- consegnandola di persona all’addetto all’ufficio e sottoscrivendola in sua presenza;

- trasmettendola all’ufficio, completa della sottoscrizione e di una fotocopia del documento di riconoscimento;

- rendendo la dichiarazione direttamente all’addetto all’ufficio, se chi dichiara non sa o non può firmare;

- presentando la dichiarazione con la firma già autenticata ai sensi di legge (questa è solo una eventualità, per chi abbia provveduto di sua iniziativa alla autenticazione).

E’ possibile presentare la dichiarazione in qualunque momento dell’anno in occasione della richiesta di una prestazione sociale agevolata. E’ utile ricordare, però, che se la dichiarazione sostitutiva non dovesse contenere i dati sulla situazione reddituale relativa all’anno solare precedente quello della presentazione della dichiarazione, può essere richiesto dagli enti erogatori un aggiornamento della dichiarazione stessa.

I VANTAGGI DEL MODELLO 730

I VANTAGGI DEL MODELLO 730 - Assistenza Al Cittadino
 Il modello 730 presenta numerosi vantaggi: è semplice da compilare, non richiede calcoli e, soprattutto, permette di ottenere gli eventuali rimborsi direttamente con la retribuzione o con la pensione, in tempi rapidi. Il modello è composto dal frontespizio, per l’indicazione dei dati anagrafici, e da alcuni quadri. Preliminarmente il contribuente deve controllare se è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi o se è esonerato da quest’obbligo. Si ricorda che, anche nel caso in cui non sia obbligato, il contribuente può presentare ugualmente la dichiarazione per far valere eventuali oneri sostenuti o detrazioni non attribuite, oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta risultanti da dichiarazioni presentate negli anni precedenti o derivanti da acconti versati.

Possono utilizzare il Mod. 730 i contribuenti che sono:

• pensionati o lavoratori dipendenti (compresi coloro per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale);

• soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, l’indennità di mobilità, ecc.);

• soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;

• sacerdoti della Chiesa cattolica;

• giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);

• soggetti impegnati in lavori socialmente utili;

• lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno questi contribuenti possono rivolgersi: – al sostituto d’imposta se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese; – ad un centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti (Caf-dipendenti) o ad un professionista abilitato se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese e si conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio;

• personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato, rivolgendosi al sostituto ovvero ad un Caf-dipendenti o ad un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese;

• soggetti che posseggono soltanto redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50, comma 1, lett. cbis), del Tuir – definiti redditi di collaborazione coordinata e continuativa – e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, presentando il mod. 730 ad un Cafdipendenti o ad un professionista abilitato;

• produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), Irap e Iva. I soggetti che devono presentare la dichiarazione per conto delle persone incapaci, compresi i minori, possono utilizzare il Mod. 730, se per questi contribuenti ricorrono le condizioni sopra indicate. Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito:

• redditi di lavoro dipendente;

• redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;

• redditi dei terreni e dei fabbricati;

• redditi di capitale;

• redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA;

• alcuni dei redditi diversi;

• alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata. Non possono utilizzare il Mod. 730 e devono presentare il Mod. UNICO 2009 Persone fisiche, i contribuenti che nel 2008 hanno:

• prodotto redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;

• prodotto redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;

• prodotto redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5 (ad es. proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende);

• realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate ovvero derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;

• percepito, quale soggetto beneficiario, reddito proveniente da trust. Non possono, inoltre, utilizzare il Mod. 730 i contribuenti che:

• devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, sostituti d’imposta modelli 770 ordinario e semplificato (ad es., imprenditori agricoli non esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori “porta a porta”);

• non sono residenti in Italia;

• devono presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti;

• percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto (ad es. collaboratori familiari e altri addetti alla casa).

mODELLO UNICO, COME DICHIARARE I PROPRI REDDITI

mODELLO UNICO, COME DICHIARARE I PROPRI REDDITI - Assistenza Al Cittadino
Il Modello UNICO è un modello unificato tramite il quale è possibile presentare più dichiarazioni fiscali.

Ai fini di una chiara identificazione del modello da utilizzare a seconda della tipologia dei soggetti interessati, sono state evidenziate nella copertina delle istruzioni e nei singoli modelli le lettere iniziali che individuano la tipologia dei contribuenti che devono utilizzare il modello di dichiarazione e in particolare: PF caratterizzano il modello UNICO riservato alle persone fisiche, ENC quello riservato agli enti non commerciali ed equiparati, SC quello riservato alle società di capitali, enti commerciali ed equiparati, SP quello riservato alle società di persone ed equiparate.

Sulla base delle disposizioni previste dal D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, sono obbligati a presentare la dichiarazione in forma unificata, i contribuenti tenuti alla presentazione sia della dichiarazione dei redditi sia della dichiarazione IVA.

In particolare si ricorda che, da quest’anno, possono presentare la dichiarazione in via autonoma i soggetti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale (articolo 3, comma 1, del D.P.R. n. 322 del 1998, come modificato dall’articolo 10 del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78).

La dichiarazione IRAP deve essere presentata in forma autonoma direttamente alla Regione o alla Provincia autonoma di domicilio fiscale del contribuente. Si ricorda che non possono essere compresi nella dichiarazione unificata i modelli 770/2010 Semplificato e 770/2010 Ordinario.

Non possono, inoltre, presentare la dichiarazione unificata i curatori fallimentari che presentano le dichiarazioni relative al soggetto fallito.

Il modello di dichiarazione da presentare nel 2010 è stato predisposto in colore azzurro. In luogo del colore azzurro, è comunque ammessa la stampa monocromatica di tutti i modelli utilizzando il colore nero.

Il Modello UNICO Persone Fisiche si articola in due modelli:

• Modello per la dichiarazione dei redditi;

• Modello per la dichiarazione annuale IVA.

Il Modello Unico per la dichiarazione dei redditi è composto da:

– FASCICOLO 1 (che deve essere utilizzato da ogni contribuente) che contiene:

il FRONTESPIZIO, costituito da tre facciate: la prima con i dati che identificano il dichiarante e una guida sintetica alle istruzioni, la seconda e la terza che contengono informazioni relative al contribuente e alla dichiarazione (tipo di dichiarazione; altro soggetto che sottoscrive la dichiarazione; scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF; scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF; sottoscrizione della dichiarazione); il prospetto dei familiari a carico, i quadri RA (redditi dei terreni), RB (redditi dei fabbricati), RC (redditi di lavoro dipendente e assimilati), RP (oneri e spese), RN (calcolo dell’IRPEF), RV (addizionali all’IRPEF), CR (crediti d’imposta), e RX (compensazioni e rimborsi);

– UNICO MINI, una versione semplificata del MODELLO UNICO Persone Fisiche, ideata per agevolare i contribuenti che si trovano nelle situazioni meno complesse;

– FASCICOLO 2 che contiene:

i quadri necessari per dichiarare i contributi previdenziali e assistenziali e gli altri redditi da parte dei contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili, nonché il modulo RW (investimenti all’estero) ed il quadro AC (amministratori di condominio);

le istruzioni per la compilazione della dichiarazione riservata ai soggetti non residenti;

– FASCICOLO 3 che contiene:

i quadri necessari per dichiarare gli altri redditi da parte dei contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili;

istruzioni particolari per la compilazione della dichiarazione IVA.

Se avete solo redditi di lavoro dipendente, terreni o fabbricati, vi basterà compilare il FASCICOLO 1 del MODELLO UNICO ovvero il modello UNICO MINI per le situazioni più comuni.uAd esempio: un lavoratore dipendente che possiede anche redditi di fabbricati,

utilizzerà, oltre al frontespizio, anche:

• il quadro RC, per indicare il reddito di lavoro dipendente;

• il quadro RB, per indicare il reddito di fabbricati;

• i quadri RN e RV per il calcolo dell’IRPEF e delle addizionali regionale e comunale.

Se siete titolari di partita IVA, dovete compilare il FASCICOLO 1 del MODELLO UNICO, gli eventuali quadri aggiuntivi contenuti nei FASCICOLI 2 e 3, nonché, se tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA, i quadri relativi.

Se siete tenuti a dichiarare investimenti all’estero e trasferimenti da, per e sull’estero, dovete compilare il modulo RW contenuto nel FASCICOLO 2. Nei casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il modulo RW deve essere presentato unitamente al frontespizio del Modello UNICO 2010, con le modalità e i termini previsti per la presentazione di tale modello.

Se siete tenuti alle comunicazioni come amministratore di condominio, dovete compilare il quadro AC contenuto nel FASCICOLO 2. Nei casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il quadro AC deve essere presentato unitamente al frontespizio del Modello UNICO 2010, con le modalità e i termini previsti per la presentazione di tale modello.

I contribuenti che presentano il modello 730/2010, in alcune ipotesi particolari come, ad esempio, quelle riguardanti i soggetti che devono dichiarare alcuni redditi di capitale di fonte estera, capital gains e/o investimenti all’estero, devono altresì presentare i quadri RM, RT e RW, unitamente al frontespizio del Modello UNICO. Resta inteso che i contribuenti, in alternativa alla dichiarazione

dei redditi presentata con le modalità sopra descritte possono utilizzare integralmente il Modello UNICO. Per ulteriori informazioni e approfondimenti consultare l’APPENDICE alla voce “Modello 730 e compilazione di alcuni quadri del Modello UNICO PF” nonché le istruzioni fornite nel modello 730 e nel fascicolo 2 del Modello UNICO, con riferimento ai rispettivi quadri.

Il Modello riguardante la dichiarazione IVA da utilizzare per la compilazione della dichiarazione unificata è identico a quello previsto per la presentazione della stessa dichiarazione in forma non unificata.

Per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore il contribuente deve utilizzare i modelli separatamente approvati.

Per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri, il contribuente deve utilizzare i modelli approvati

unitamente al modello per la dichiarazione dei redditi.

Siete obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:

• se avete conseguito redditi nell’anno 2009 e non rientrate nelle condizioni di esonero indicate nel capitolo successivo;

• se siete obbligati alla tenuta delle scritture contabili (come, in genere, i titolari di partita IVA), anche nel caso in cui non abbiate conseguito alcun reddito.

In particolare, siete obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:

• se siete lavoratori dipendenti ed avete cambiato datore di lavoro e siete in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati (CUD 2010 e/o CUD 2009), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre euro 10,33 il totale delle ritenute subite;

• se siete lavoratori dipendenti che direttamente dall’INPS o da altri Enti avete percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrano le condizioni di esonero previste

nel capitolo successivo;

• se siete lavoratori dipendenti e vi sono state riconosciute dal sostituto d’imposta deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o in parte (anche se in possesso di un solo CUD 2010 o CUD 2009);

• se siete lavoratori dipendenti ed avete percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);

• se avete conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere indicati della dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte);

• se siete lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati e non vi sono state trattenute o non sono state trattenute nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna

addizionale supera euro 10,33;

• se avete conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM.

ATTENZIONE: anche nel caso in cui non siate obbligati, potete comunque presentare la dichiarazione dei redditi per far valere eventuali oneri sostenuti, deduzioni e/o detrazioni non attribuite o attribuite in misura inferiore a quella spettante oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta derivanti dalla dichiarazione presentata nel 2009 o da acconti versati nello stesso anno.

Non siete obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi se avete posseduto (elenco da verificare anno per anno):

• solo reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);

• solo reddito di lavoro dipendente o di pensione corrisposto da un unico sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto ed eventualmente redditi di fabbricati, derivanti esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);

• solo redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, se avete chiesto all’ultimo datore di lavoro di tenere conto dei redditi erogati durante i rapporti precedenti e quest’ultimo ha effettuato conseguentemente il conguaglio, ed eventualmente redditi di fabbricati, derivanti esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);

• un reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 8.000,00 (da verificare di anno in anno) nel quale concorre un reddito di lavoro dipendente o assimilato per un periodo non inferiore a 365 giorni e non sono state operate ritenute;

• un reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 7.500,00 (da verificare di anno in anno) nel quale concorre un reddito di pensione per un periodo non inferiore a 365 giorni e non sono state operate ritenute;

• un reddito complessivo, al netto dell’ abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 7.750,00 (da verificare di anno in anno), nel quale concorreun reddito di pensione per un periodo non inferiore a 365 giorni e il soggetto ha un’età pari o superiore a 75 anni e non sono state operate ritenute;

• un reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a euro 4.800,00 nel quale concorre uno dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro (es. compensi percepiti per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale) e/o redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente;

• redditi da pensione per un ammontare complessivo non superiore a euro 7.500,00 (da verificare di anno in anno), goduti per l’intero anno, ed eventualmente anche redditi di terreni per un importo non superiore ad euro 185,92 (da verificare di anno in anno) e dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze;

• solo redditi fondiari (terreni e/o fabbricati) per un ammontare complessivo non superiore a 500 euro (limite da verificare di anno in anno);

• solo redditi esenti (ad es. rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, talune borse di studio,pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali, compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo complessivamente non superiore a euro 7.500,00) (limite da verificare di anno in anno);

• solo redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (ad es. redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo fino a euro 28.158,28; interessi sui conti correnti bancari o postali) (limite da verificare di anno in anno);

• solo redditi soggetti ad imposta sostitutiva (ad es. interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico).

ATTENZIONE: se non siete obbligati a tenere scritture contabili, siete in ogni caso esonerati dalla presentazione dalla dichiarazione

se, in relazione al reddito complessivo, al netto della deduzione per abitazione principale e relative pertinenze, avete

un’imposta lorda che, diminuita delle detrazioni per carichi di famiglia, delle detrazioni per lavoro dipendente e/o pensione e/o

altri redditi e delle ritenute, non supera euro 10,33 (limite da verificare di anno in anno).

 

REGISTRAZIONE CONTRATTO DI LOCAZIONE, ADESSO E' INDISPENSABILE A PENA DI NULLITà

REGISTRAZIONE CONTRATTO DI LOCAZIONE, ADESSO E' INDISPENSABILE A PENA DI NULLITà - Assistenza Al Cittadino
Le modalità di tassazione dei contratti di locazione, ai fini dell’imposta di registro, variano a seconda della tipologia dell’immobile.

Quando si stipula un contratto di locazione per fabbricati abitativi si paga l’imposta di registro tramite il modello F23 per un importo uguale al 2 per cento del canone annuo, l’importo dovrà essere versato all’inizio di ogni anno di locazione.

Quando si stipula un contratto di locazione per beni così detti “strumentali” (uffici, studi, negozi, botteghe, depositi, magazzini sotterranei) si dovrà versare all’agenzia delle entrate un importo pari al 1 per cento del canone annuo in caso in cui il locatore sia soggetto titolare di partita IVA, in caso contrario, l’aliquota è del 2 per cento.

nel caso di locazione di fondi rustici a questi si applica un importo fisso minimo di 67 euro e uno 0,50 per cento sulle somme dei corrispettivi ottenuti a fine anno.

Nel caso di cessione, risoluzione o proroga di un contratto di locazione si dovrà versare all’agenzia delle entrate l’imposta di registro nella misura fissa di € 67,00. Se il contratto è risolto anticipatamente ed è già stato versato l’importo relativo all’intera durata, chi ha pagato, ha diritto al rimborso delle annualità successive a quella in corso; da notare che le annualità ai fini del rimborso, non sono frazionabili.

La registrazione va’ effettuata entro trenta giorni dalla data di stipula del contratto tranne per i contratti con durata inferiore per i quali non sussiste obbligo di registrazione. Gli utenti sono tenuti a conservare per 10 anni i contratti e le ricevutet fornite dall’agenzia delle entrate.

Il pagamento spetta al locatore ed al conduttore in parti uguali, salvo diversi accordi previsti nel contratto.

Nel caso in cui le parti decidano di versare in un’unica soluzione l’importo dovuto per tutti gli anni locativi previsti dal contratto, questi potranno usufruire di uno sconto sull’imposta parti alla metà del tasso di interesse legale (2,50 per cento) moltiplicato per gli anni di durata del contratto.

I codici utili alla registrazione da inserire nell’apposita casella “codice tributo” del modello F 23 sono:

107 T  imposta di registro, locazione fabbricati, intero periodo.

115 T imposta di registro, locazione fabbricati, 1° annualità

112 T imposta di registro, locazione fabbricati, anni successivi

114 T proroga locazione fabbricati

110 T imposta di registro, cessione di contratto

113 T imposta di registro, risoluzione del contratto

964 T diritti fissi (questi ultimi sono presenti in ogni tipo di registrazione e il loro importo di € 3,72 và sommato all’importo da versare a titolo di imposta di registro).

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Sede di Arzano - 7^ Traversa G.Galilei 10 12

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Via G.Gigante 47, Napoli

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